Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 7 - 7 apr 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Mappe  

Ambiente

Le Dolomiti in un click

Sulla mappa interattiva del territorio dolomitico, consultabile nell'applicazione “Openalpsmap-Progetto Dolomia”, cui ha collaborato l'Istituto  di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Consiglio nazionale delle ricerche, il mouse si muove con facilità puntando le numerose destinazioni che costellano gli itinerari geologici divisi per temi. È ampio il ventaglio dei luoghi rappresentati da icone e collocati su percorsi evidenziati. Il Laghetto alle Peschiere, uno specchio d'acqua alpino di straordinaria bellezza, la fornace di Mezzavalle di Taibon Agordino, dove si preparava la calce, il Col di Prà, lo spigolo nord dell'Agner, monte definito da Dino Buzzati “l'architettura massima di tutte le Dolomiti”, il campanile della chiesa parrocchiale di San Vito di Cadore, dal basamento in dolomia. Nelle mappe interrogabili, appaiono e scompaiono, a seconda della ricerca che si intende fare, località dai nomi affascinanti e curiosi che si legano alla storia di questo angolo d'Italia. Posizione, scheda descrittiva, distanze, tempi di percorrenza, bellissime fotografie, soddisfano le esigenze del visitatore. Se la pandemia ci costringe a modificare le abitudini di viaggio, privilegiando mete più vicine e all'aria aperta, l'applicazione “Openalpsmap-Progetto Dolomia” offre la possibilità di conoscere il paesaggio delle Dolomiti, catena montuosa dichiarata nel 2009 Patrimonio Unesco, scegliendo l'itinerario che risponde agli interessi di ognuno di noi. Scopo del progetto è raccogliere, mappare e far scoprire, anche stando seduti al pc oppure con uno smartphone direttamente sul posto, l'immenso patrimonio geologico dell'area, la cui morfologia ha condizionato lo sviluppo dell'economia, delle tradizioni e degli insediamenti umani fin dall'antichità.

“Il progetto 'La via della Dolomia: il viaggio della roccia nelle Alpi Dolomitiche' ha l'intento di promuovere la conoscenza di questa roccia attraverso l'individuazione e il collegamento dei geositi presenti nell'area, l'analisi geologica, la mappatura delle cave, i metodi di lavorazione, il censimento dei siti di interesse dove essa è stata utilizzata, quali chiese, palazzi, fonatane, con la creazione di un percorso interregionale ecosostenibile, lo scambio transfrontaliero di buone pratiche di ricerca e sfruttamento sostenibile del bene pietra”, spiega Barabara Aldighieri, ricercatrice del Cnr-Igag.

Tale risultato, risponde a un nuovo aspetto del turismo lento che unisce la contemplazione delle meraviglie naturalistiche e la divulgazione della scienza. La comprensione della stratigrafia della Terra e dei processi che la modellano (orogenesi , vulcani, ghiacciai,  azione meteorologica e idrogeologicica, ecc.), può rendere ancora più affascinate il viaggio per chi preferisce mete poco affollate. Barbara Aldighieri ha realizzato numerosi progetti e proposte per valorizzare il cosiddetto “geoheritage”, non solo in Italia, anche in Tunisia e in Marocco, dove è chiamata come esperta presso l'Università per valorizzare oasi e luoghi soggetti all'abbandono, incentivando il turismo sostenibile.

Openalpsmap-Progetto Dolomia, finanziato nell'ambio del primo avviso Interreg V A Italia-Austria 2014-2020, interessa la provincia di Belluno e l'area del Tirolo con le sue Alpi, che geologicamente sono figlie delle rocce dolomitiche bellunesi, e sconfina in Austria, partner dell'iniziativa. Il sito è schematicamente raggruppato in tematismi in modo da facilitare l'interazione: dalla presenza della dolomia nel paesaggio, con la mappa di frane, affioramenti, si illustra poi l'uso della roccia nel lavoro locale, come mostrano le calchere, le miniere, e nella storia in generale, quando tale materiale era fondamentale per costruire fortezze, centri abitati e luoghi di culto. Se ne evince che questa pietra fu una vera risorsa per gli abitanti.

Il cybernauta può scegliere anche di intraprendere “il viaggio” per i sentieri dedicati ai quattro elementi. La risorsa idrica è ad esempio al centro dell'omonimo percorso che si sviluppa dal Tabon Agordino per dieci chilometri fino alla località Pont, passando attraverso i depositi alluvionali di fondovalle, le sorgenti sotto le Piaie di Prombianch (sorgente Prombianch) fino a scorgere le Pale di San Lucano, definite da Dino Buzzati “muraglie … allucinanti” (“Cordata di tre” in Corriere della Sera, 23 giugno 1956),  e arrivare alla cascata scolpita nel Calcare di Morbiac. Il sentiero del fuoco si articola invece tra rocce magmatiche, nel sottobacino del Torrente Bordina. Per chi ama le testimonianze di civiltà, il castello di Bottestagno, presso Cortina d'Ampezzo, menzionato fin dal 1175, issato su una rupe dolomitica sembra essere la sintesi della storia di questo territorio di confine, frontiera settentrionale che ebbe, grazie alla sua morfologia, un ruolo strategico fin dal Medioevo.

Sandra Fiore

Fonte: Barbara Aldighieri, Istituto di geologia ambientale e geoingegneria , email barbara.aldighieri@igag.cnr.it -