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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 22 - 24 nov 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Anno delle donne  

Ambiente

Protagoniste dell'ambiente

Tra le donne più influenti in Italia, segnalate di recente dai media nazionali, figurano due scienziate del Cnr impegnate nella ricerca ambientale. Un segno dell'attenzione crescente verso i cambiamenti climatici e i fenomeni meteorologici estremi, ma anche dell'eccellenza che le ricercatrici esprimono in tale ambito di studi. Il settimanale D-La Repubblica delle Donne ha selezionato tra le protagoniste del 2021 Chiara Cagnazzo (nella foto), ricercatrice in fisica del clima dell'Istituto di scienze marine (Ismar), attualmente in carica presso il Centro meteorologico europeo per le previsioni a medio termine (Ecmwf), dove si occupa di estrarre un'informazione scientificamente robusta dai dati di clima e trasformarla in conoscenza in diversi settori sensibili ai cambiamenti climatici, nell'ambito del programma Europeo Copernicus.

“Il mio lavoro cerca di trovare risposte a domande quali le condizioni meteorologiche del prossimo inverno, sono tali da influenzare la domanda di energia e la produzione da sorgenti rinnovabili? Abbiamo dati di qualità per comprendere se la produttività agricola sia quest'anno superiore o inferiore agli anni passati, in diverse regioni del mondo? Quali aree diventeranno più o meno favorevoli per costruire e mantenere un parco eolico? In questo momento, trovare la risposta a questi quesiti, affrontare la crisi climatica, adattarsi ai cambiamenti in atto e supportare decisori politici e cittadini nell'affrontare gli impatti e nell'implementare azioni di mitigazione rappresentano la sfida della nostra e delle prossime generazioni”, spiega Cagnazzo. “Per me è stata di grande ispirazione la figura di Susan Solomon, che ha contribuito alla comprensione della teoria del buco dell'ozono. Scienziata di grande talento, intuito e determinazione, è anche una persona disponibile e aperta al dialogo e alla comunicazione. Un modello per la mia generazione di ricercatori”.

Storicamente il binomio donna e scienziata è spesso stato sinonimo di minori opportunità, ma nell'esperienza della climatologa questo non è stato un ostacolo. “Non ho mai subito alcun comportamento discriminatorio da parte di colleghi o professori durante gli studi universitari fino al dottorato, né in Italia né all'estero”, sottolinea la ricercatrice. “Ho invece incontrato difficoltà durante la seconda gravidanza portata avanti in Italia. Sulla base della mia personale esperienza e nell'ambito degli ambienti che ho frequentato in prima persona le poche esperienze negative le ho vissute non in quanto donna, ma in quanto madre. E in generale, ma non nel mio caso, le difficoltà indotte nel coniugare vita di famiglia e responsabilità di lavoro sono a volte servite per eliminare delle scomode concorrenti”.

LaF, il canale satellitare di Giangiacomo Feltrinelli Editore, ha invece ospitato Angela Marinoni, dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) nel programma di Gabriella Greison “La teoria di tutte”, un viaggio in Italia in otto puntate, che racconta la vita di alcune grandi donne-scienziato del passato e di oggi. “Ho raccontato la mia storia di scienziata e le motivazioni che mi hanno portata a fare questo lavoro. Il mio non è un percorso lineare, non sono quindi una di quelle persone che ha sempre saputo cosa volevano fare fin da bambina. Però sono sempre stata una persona curiosa di scoprire i meccanismi che stanno dietro ai vari fenomeni naturali e un'appassionata di montagna e alpinismo, oltre che una convinta ambientalista”, dice di sé Angela Marinoni.

I suoi studi riguardano l'atmosfera, la qualità dell'aria e di specifici hot-spot climatici. In particolare, si dedica all'osservazione delle proprietà fisico chimiche dell'aerosol e delle nubi, e allo studio della composizione atmosferica in ambienti remoti, soprattutto di alta quota, ma anche in quelli remoti marini. “Credo che uno dei maggiori ostacoli per lo sviluppo professionale femminile sia la mancanza di esempi di donne affermate che siano di ispirazione per le più giovani. Soprattutto donne che incarnino i valori del femminile, poiché spesso le donne vincenti in questo mondo, ancora fortemente caratterizzato da forme patriarcali, incarnano valori della forza del singolo, dell'ambizione, della competizione”, aggiunge la ricercatrice.

Sui preconcetti e le diffidenze che hanno spesso accompagnato il suo lavoro e quello di altre colleghe Marinoni afferma che “non si tratta di pregiudizi chiari e lampanti, ma di una cultura che predilige le donne dove il lavoro, retribuito o no, è di cura e gli uomini nelle posizioni di forza e di successo. È un aspetto che ha mille sfaccettature e inizia molto presto, nei giocattoli destinati a bambini e a bambine, nel messaggio di giornali e TV, nelle abitudini familiari, per proseguire nella scuola e nelle università. E la disparità è particolarmente accentuata per le materie scientifiche. In ambito lavorativo questo divario si acuisce, soprattutto nelle posizioni dirigenziali. In realtà talento, passione e creatività sono qualità da sempre appartenenti alle donne tanto quanto agli uomini”.

Edward Bartolucci

Fonte: Chiara Cagnazzo, Istituto di scienze marine , email chiara.cagnazzo@artov.ismar.cnr.it - Angela Marinoni, Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima , email a.marinoni@isac.cnr.it -