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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 29 feb 2012

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

<b><b>Agile ha preso un Granchio</b></b>
Tecnologia

Agile ha preso un Granchio

È andato a Marco Tavani e al progetto 'Agile' - il satellite italiano frutto del lavoro congiunto di Cnr, Asi, Inaf e Infn - il premio 'Bruno Rossi 2012', uno dei premi più prestigiosi a livello internazionale nel campo dell'astrofisica delle alte energie. Il riconoscimento, intitolato a uno dei massimi studiosi italiani della fisica dei raggi cosmici, è stato assegnato al team del progetto dall'American Astronomical Society per la scoperta della variabilità dell'emissione di raggi gamma provenienti dalla 'Nebulosa del Granchio'. Un risultato che conferma il livello di eccellenza del satellite e la rapidità dell'elaborazione dati a terra.

Dedicato allo studio dei fenomeni più violenti dell'universo, 'Agile' (Astrorivelatore gamma a immagini leggero), dalla sua messa in orbita nel 2007, è stato fonte di osservazioni e scoperte, quali la rivelazione dell'improvvisa emissione transiente di raggi gamma proveniente dalla 'Nebulosa del Granchio', che è valsa il premio e che è stata successivamente confermata dalla missione 'Fermi' della Nasa. Tale sorgente, la più famosa in astrofisica delle alte energie, era ritenuta, fino alla scoperta di Agile, la sorgente stabile per eccellenza. Il fenomeno di emissione gamma transiente è legato a instabilità di grande interesse anche per studi in laboratori terrestri.

"È una grande soddisfazione per tutto il gruppo scientifico italiano che ha contribuito al progetto: con questo riconoscimento, infatti, 'Agile' - satellite cosiddetto 'piccolo' - ha dimostrato di poter competere con esperimenti spaziali giganti", ha affermato Tavani dell'Area della ricerca Cnr di Tor Vergata e coordinatore del team.

Oltre al cosmo profondo, i rivelatori di 'Agile' sono in grado di studiare in modo innovativo la Terra. Il satellite è infatti l'unico strumento in grado di rivelare alle energie più alte fenomeni atmosferici quali i lampi gamma terrestri, che arrivano fino a 100 milioni di elettronvolt e sono legati a forti temporali di natura convettiva. "C'è un grande interesse verso i lampi gamma terrestri, perché sono in grado di influenzare l'ambiente atmosferico", aggiunge Tavani. "Per questo stiamo collaborando intensamente con gruppi di ricerca dell'Istituto di scienza dell'atmosfera e del clima del Cnr, meteorologi e fisici dell'atmosfera interessati a comprendere il loro impatto".

Queste tematiche saranno al centro di due meeting internazionali che si terranno prossimamente all'Esrin di Frascati: 'Astrophysics with Agile: five years of surprises' (16-17 aprile), e 'Lightning, terrestrial gamma-ray flashes, and meteorology' (18 aprile).