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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 15 feb 2012

Focus - Risparmio energetico  

<b></b> <b><b>Cosa si muove nel mondo dell'auto</b></b> <b></b>  
Ambiente

Cosa si muove nel mondo dell'auto  

L'accordo stipulato tra la Commissione Europea e l'Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea) fissa a 120g/km il limite per l'anidride carbonica prodotta dai motori nel periodo 2012-2014. Come conseguire un obiettivo così preciso in tempi pressoché immediati?

"Si è scelto di indirizzare le principali tipologie di motore (benzina e diesel) verso un particolare tipo di propulsore, il 'flexi-fuel Hcci engine' per il sistema a benzina e l''Advanced diesel combustion system-Adcs engine' per il diesel", spiega Paola Belardini, direttore dell'Istituto motori (Im) del Cnr. "Questi sistemi sfruttano valori molto più bassi delle temperature di combustione del cilindro: in tal modo il carburante viene bruciato un po' alla volta ma nella maniera più completa possibile, con un risparmio di energia e una conseguente limitazione della formazione degli ossidi di azoto".

Altra tecnologia disponibile è il veicolo 'ibrido': si chiama così perché è costituito da due propulsori accoppiati, di solito un motore a combustione interna e un motore elettrico con il relativo sistema di accumulo (le batterie). "A seconda dell'architettura con cui l'ibrido è progettato, varia il contributo alla propulsione proveniente dal motore termico e da quello elettrico, e la capacità di erogazione di energia elettrica del sistema di accumulo", prosegue il direttore dell'Im-Cnr. "Un impianto del genere può essere caratterizzato da diversi livelli di complessità, di efficienza e di prezzo. I veicoli ibridi sono già sul mercato, venduti da alcune grandi case automobilistiche e attualmente sono in fase di perfezionamento".

Un particolare tipo di ibrido è il prototipo 'range-extender', dove il sistema di propulsione elettrico è integrato da un motore termico che lavora a punto fisso. "Normalmente, quando si guida un'auto il motore tradizionale lavora in situazioni diverse di coppia e giri, mentre questo è attivo con un solo valore in quel preciso punto: è così possibile ottimizzarne il rendimento", chiarisce Belardini. "Mentre nell''Elettrico-FuelCell', altro ibrido in lavorazione, al posto del motore a combustione interna viene utilizzata la cella a combustibile, che fornisce l'energia necessaria ad alimentare il sistema di propulsione senza processi di combustione termica maggiormente inquinanti. In ogni caso, qualunque nuovo tipo di propulsore sarà all'inizio molto più caro poichè al momento l'industria è indirizzata principalmente alla produzione di motori tradizionali".

In materia di fonti rinnovabili, inoltre, sono stati testati vari tipi di biocarburanti di seconda generazione. "Tra quelli liquidi si possono sfruttare gli oli di origine vegetale oppure gli alcol provenienti da rifiuti agricoli, che riducono la formazione di ozono e di anidride carbonica. Oltre ai biocarburanti, di recente abbiamo preso in considerazione anche miscele di gas naturale e idrogeno, che dovrebbero consentire la riduzione delle emissioni di CO2 senza pregiudicare l'autonomia degli attuali motori alimentati a gas naturale. Tutte queste ricerche sono in corso, sostenute da diversi progetti europei e partner privati", conclude il direttore dell'Im-Cnr.

Viola Rita

Fonte: Paola Belardini, Istituto motori, Napoli, tel. 081/7177131 , email direttore@im.cnr.it -