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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 14 mar 2012

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

<b>Natività fossilizzata</b>
Cultura

Natività fossilizzata

Federico Fanti, paleontologo dell'Università di Bologna, nel 2007, durante una spedizione guidata da Philip John Currie, dell'Università di Alberta, scopre nel deserto del Gobi in Mongolia lo scheletro di un dinosauro (oviraptor) fossilizzato nell'atto di covare una ventina di uova. Sono stati necessari oltre quattro anni per disseppellire il reperto e poter analizzare tutto il materiale. I risultati sono stati pubblicati su 'Plos One'.

È l'unico dinosauro rinvenuto in tale atteggiamento. Anzi, il ritrovamento del primo esemplare di oviraptor indusse gli scienziati a ritenerlo un predatore di nidi e ad assegnargli questo nome (ladro di uova). Si ritiene avesse un'organizzazione sociale particolarmente sofisticata: poiché ogni femmina non poteva deporre più di due uova alla volta, secondo il ricercatore "nidiate così numerose si spiegano solo come frutto di diverse deposizioni, con gli adulti che collaboravano alternandosi alla cova".

La scoperta ha aperto scenari inattesi per la paleontologia. "Il nido era collocato in un ambiente desertico, forse una duna sabbiosa, risalente al tardo Cretaceo, circa 70 milioni di anni fa", spiega il paleontologo. "Altri fossili trovati nei giorni successivi sono stati attribuiti alla stessa specie Nemegtomaia, ma erano inglobati in un livello roccioso più recente e in un habitat probabilmente già in trasformazione".

Anni prima, un altro individuo di Nemegtomaia era stato recuperato in rocce ancora più recenti e in un'area fluviale ricca d'acqua. Questa successione di reperti, trovati nella stessa zona ma risalenti a epoche e ambienti diversi, "ci fa dire che siamo di fronte alla specie di oviraptor più longeva e adattabile mai documentata", conclude Fanti, che ha al suo attivo il ritrovamento di otto dinosauri nel corso di dodici missioni tra Canada, Messico, Alaska, Tunisia, Mongolia e uno scoperto in un blocco di calcare a Bologna: il 'coccodrillo più antico del mondo' del Museo geologico Giovanni Capellini.