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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 29 feb 2012

Focus - Proverbi  

<b>La vecchia impara fino a 100 anni</b>
Salute

La vecchia impara fino a 100 anni

Con il proverbio 'La vecchia impara fino a 100 anni' la saggezza popolare da tempo afferma che l'invecchiamento non comporti necessariamente l'incapacità di apprendere e memorizzare nuove informazioni. Anche le ricerche svolte in questo settore dall'Istituto di neuroscienze (In) del Cnr dimostrano che è possibile migliorare la capacità mnesica degli anziani, sia immediata sia remota; la sola differenza rispetto ai giovani è in un'inferiore rapidità nell'apprendimento.

"I recenti studi prospettici sull'invecchiamento e la cognitività", spiega Stefania Maggi dell'In-Cnr, "hanno messo in luce come il mantenimento di un'attività mentale articolata nelle fasi medie e tardive di vita si associ a un'alta riduzione dell'incidenza di demenza. Hanno inoltre dimostrato come soggetti con elevata scolarità abbiano un ritardo di cinque anni nell'esordio della demenza".

Il progetto dell'In-Cnr 'Train the brain', ossia 'la palestra del cervello', mira a dimostrare come un allenamento cognitivo specifico, associato a un programma di attività fisica moderata, possa ridurre nell'anziano con disturbo cognitivo lieve la progressione della demenza. Ulteriori studi hanno inoltre messo in luce come le attività ludiche con interazione sociale possano rallentare il decadimento mentale nella persona anziana, dimezzando il rischio relativo di demenza rispetto al resto dei coetanei.

"Anche una grande quantità di studi sperimentali sull'animale ha mostrato come l'esercizio fisico e l'esposizione a un ambiente stimolante, combinazione nota come 'ambiente arricchito', migliorino le prestazioni cognitive, esercitino azioni neuroprotettive e aumentino la plasticità sinaptica corticale. Questi risultati mostrano la potenzialità della 'palestra per la memoria' come strategia terapeutica non farmacologica non solo per prevenire l'insorgenza di deficit cognitivi, ma anche per determinarne la remissione", conclude Maggi.

"In quest'area di ricerca la scienza promette insomma risultati significativi, dalle importanti conseguenze economiche e sociali, in quanto la comunità potrà contare su una preziosa risorsa: la mente ancora sveglia, unita alla saggezza e all'esperienza di molti dei suoi membri più anziani".

Paola Colapinto

Fonte: Stefania Maggi, Istituto di neuroscienze, Padova, tel. 049/8211746 , email stefania.maggi@in.cnr.it -