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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 13 ott 2010

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Marcello Baraghini: l'e-book è il futuro

Marcello Baraghini: l'e-book è il futuro

A quarant'anni dalla comparsa sul mercato editoriale italiano di Stampa Alternativa, il suo fondatore Marcello Baraghini ripercorre la strada, le difficoltà e i successi della sua casa editrice. Ideatore del progetto rivoluzionario della collana Millelire, vede adesso come svolta decisiva nel campo editoriale la comparsa degli e-book. Nato a Civitella di Romagna nel 1943, dopo aver vissuto per anni fra Milano e Roma, Baraghini ha trascorso una vita all'insegna della provocazione culturale. Ora abita in un ex-rudere della campagna toscana, lontano dal frastuono delle città. 

Agli esordi, si aspettava per Stampa Alternativa una così lunga permanenza?

Non mi ponevo proprio il problema di quanto sarei durato. Vivevo semplicemente le fortissime pulsioni di quegli anni, del post ‘68.

La sua collana Millelire, che ha introdotto nell' editoria italiana il libro super-economico, ha riscosso un enorme successo. Com'è nata quest'idea?

Dalla considerazione che il mercato non dava risposte alle domande più vive dei lettori, anzi direi che aveva imboccato la strada del suicidio. Suicidio che poi si è rivelato sempre più evidente: i lettori e, di conseguenza, anche i libri venduti sono diminuiti, ma su questo tema si piangono lacrime di coccodrillo. Tutti perdono di vista le regole barbare che comandano la distribuzione dei libri, mortificando la qualità, provocando una sorta di ripulsa dei lettori rispetto alle novità e alla lettura, immobilizzando da anni e anni il mercato. L'editoria si è ridotta a una scatola commerciale, a una macchina da guerra programmata dal marketing e non più dagli uomini di cultura o dalla passione per i libri, mirata esclusivamente all'ottimizzazione del reddito e all'incremento del fatturato. Dimenticare che un libro nutre l'intelligenza significa inquinare i lettori, è un crimine.

E quindi?

Bisogna abbandonare le copertine sbrilluccicanti che coprono carta da macero, scarnificare il prezzo e proporre la qualità. Quando dico qualità intendo recuperare i testi fondamentali: la vendita di 22 milioni di copie dei libri Millelire e il fatto che siamo ancora vivi e presenti, seppure in poche librerie, tanto che alcuni nostri testi sono ritornati in classifica, dimostrano che è possibile rivoluzionare il mercato editoriale italiano. Nel nostro piccolo, lo stiamo ancora facendo.

La sua casa editrice come ha resistito al passare degli anni? Quali differenze riscontra, nel suo lavoro, tra gli esordi e oggi?

Non ci siamo mai seduti a parlare del nostro successo o di cifre, dei milioni di copie vendute. Visionariamente, non avendo mai vissuto di rendita, abbiamo cercato di metterci al servizio del lettore che è il centro della nostra missione. Ogni nostro libro è un atto d'amore per il lettore. Abbiamo sempre guardato più avanti senza fermarci solo a raccogliere i successi ma pensando a quel che potrebbe venire in futuro.

Dopo i Millelire, quale altra sfida prevede?

I Millelire li ho proposti da solo, per due anni, in una casa editrice dove c'era qualche remora. Ho puntato sulla convinzione che il lettore ragiona quando lo raggiungo con stimoli validi, alla sua portata e che poi mi riconosce e mi premia. Adesso sto sognando quelli che reputo i ‘nipotini' dei Millelire, i ‘Bianciardini': libri al costo di un centesimo di euro e senza codice a barre. Il mio sogno è quello di abbattere le inferriate della prigione rappresentata, appunto, dal codice a barre. Una sfida al consumismo imperante, che spero di portare avanti nei prossimi due-tre anni.

E gli e-book? Qual è il suo parere in merito? Molti editori sembrano ancora titubanti davanti alla digitalizzazione dei propri testi.

Secondo me il libro elettronico è il futuro. Lo dico da anni. Io per primo in casa editrice ho perorato la causa degli e-book gratuiti e ho convinto alcuni editori a rinunciare in rete al copyright che, secondo me, rappresenta una barriera che spinge le persone a non comprare né leggere i libri. E laddove alcuni autori hanno accettato di mettere gratuitamente i propri testi come e-book su Internet poi abbiamo riscontrato una maggiore vendita di quegli stessi libri con la distribuzione tradizionale e il copyright. Il libro elettronico non esclude affatto il libro cartaceo, anzi potrebbe fargli vivere un nuovo rinascimento.

La sede di Stampa Alternativa è in un un bosco del viterbese. Lei vive in un rudere ristrutturato nella campagna toscana. Ha dei contrasti con la tecnologia?

Questa scelta è avvenuta perché così riesco a fare il mio lavoro in pace con la natura e con me stesso. Riesco a ricaricarmi le batterie. Oggi, piuttosto che tornare in città, a Milano o a Roma dove ho vissuto per tanti anni, rimarrei qui in una grotta o in un bosco. Qui riesco a ricaricarmi di passioni, cosa che non riuscirei a fare altrove ormai. Ma non sono in contrasto con la tecnologia, anzi rivendico un percorso di titoli pionieristici dedicati a Internet, con libri e allegati dischi contenenti programmi ad accesso gratuito. Personalmente non uso il computer ma lo considero irrinunciabile nel lavoro editoriale e come ho detto vedo nel futuro i libri elettronici gratuiti quale traino per le vendite dei testi tradizionali.

Crede, quindi, che Internet sia uno strumento di diffusione culturale?

La rete consente di diffondere testi di qualità a prezzi inferiori rispetto a quelli attuali di mercato, stampando su carta solo a richiesta, e permette a ogni autore di essere editore di se stesso. I libri come patrimonio dell'umanità, quello che rivendicavamo già in un testo scritto a quattro mani con Ettore Bianciardi: ‘Il libro è mio e me lo stampo io'.

Ma nel suo catalogo c'è spazio per la scienza e la tecnologia?

Sì, ed è un interesse che parte da lontano. Negli anni '70 tre dei miei primi libri, che ebbero un grosso riscontro e hanno dato vita a un filone che non si è mai esaurito, riguardavano lo sfruttamento alimentare, la salute e l'energia. Anche questo fu un progetto visionario, perché in quagli anni di controinformazione su questi argomenti non ce ne era, salvo sporadici articoli di giornali. Molti di questi libri sono oggi raccolti in una collana che si chiama ‘Ecoalfabeto'.

Segue le notizie di carattere scientifico e le novità tecnologiche nel campo dell'editoria? E quelle di altri settori?  

Certamente, le seguo, maggiormente nel mio settore. Ritengo però poco interessanti le informazioni relative, per esempio, a tanti modelli di gadget tecnologici che ritengo facciano parte del superfluo e che alimentino semplicemente il fenomeno del consumismo e della moda.

Ha mai pensato di fare lo scienziato?

No, no. Piuttosto il pastore o il boscaiolo.

Come andava a scuola nelle materie scientifiche?

Non ho mai avuto un particolare interesse in queste discipline. Mi sono diplomato come ragioniere e laureato in Economia: una laurea presa nel '68, con le modalità tipiche di quell'anno...

Roberto Nicchi