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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 27 ott 2010

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Einstein, comico mancato

Einstein, comico mancato

Conosciutisi al Derby Club, storico locale milanese dove entrambi si esibivano, i due comici Andrea Brambilla e Nino Formicola hanno dato vita nel 1976 all'affiatata coppia formata dall'ingenuo commissario Zuzzurro e dal suo fido assistente Gaspare. Apparsi per la prima volta in televisione nel 1978, nella trasmissione della Rai ‘Non stop', hanno raggiunto la popolarità nel 1983 con il varietà ‘Drive In'. Dopo essersi dedicati principalmente al teatro, per festeggiare i 35 anni di connubio artistico sono tornati in televisione calcando lo scorso inverno il palco di Zelig. Sono andati da poco in scena al teatro Golden di Roma con lo spettacolo ‘Non c'è più il futuro di una volta', che nei prossimi mesi farà tappa in altre città, tra cui, Firenze, Genova e Verona.

Di cosa tratta il vostro spettacolo?

Gaspare: E' una storia stravagante, di due comici di nome Zuzzurro e Gaspare, uno dei quali (Gaspare) ha aperto un bar perché in televisione non lo chiamano più. Inaspettatamente però arriva una telefonata con un'offerta per tornare in tv, che scatena nel mio personaggio la voglia di trovare una formula nuova da portare sul piccolo schermo, mentre il mio partner (Zuzzurro) non vuole.  E, parlando degli argomenti che si potrebbero affrontare nel nuovo spettacolo, parliamo  in realtà...

Zuzzurro: ... di sociale.

G: ... Di ciò che adesso è così e che e fino a pochi anni fa  era completamente diverso: si parla di bambini, cultura, educazione,  scuola e famiglia...

Z: ... di quanto sono cambiati i tempi. Inoltre c'è un leitmotiv costante: Gaspare vuole andare nel Terzo Millennio, io invece voglio restare nel Secondo, perché non amo la tecnologia.

Uno sguardo critico ai nostri tempi?

G: E' uno spettacolo che denuncia a suo modo le incomprensioni tra i vecchi modelli e le nuove modalità di vivere, incontrarsi, condividere e invecchiare.

Z: Così nascono situazioni paradossali, che rivelano miserie umane. Ma lo fanno sempre con il sorriso.  

Nella vita ‘vera' vi ritenete più spaventati o attratti dai progressi della scienza e della tecnologia?

Z: Nella realtà, lui è su Facebook, io no.

Quindi i personaggi sono corrispondenti?

Z: Esatto.

G: Abbastanza corrispondenti.. io sono un fautore della tecnologia, purché la si sappia usare.

Z: Io con la tecnologia ho litigato sin da piccolo.

E non ha mai fatto pace?

G: Mai.

In generale seguite con interesse i fatti di natura scientifica o notizie su scoperte o problemi legati alla ricerca?

G: Sì sì, quello sì.

Z: Assolutamente sì.

C'è qualche settore che vi interessa in particolare?

G: Tutto oggi fa riferimento alla tecnologia. Qualunque cosa, anche le scoperte mediche arrivano via web e i medici si avvalgono della tecnologia. La scienza, comunque, è oggi uno tra i settori più importanti.

Da bambini avete  mai pensato di fare 'lo scienziato'? ""

Z: Onestamente mai

G: A me sarebbe piaciuto diventare archeologo. Era una materia che mi affascinava molto.

Avete mai interpretato personaggi legati in qualche modo alla scienza?

Z:  Sì, alla medicina. Nello spettacolo di Joe Orton (‘Ciò che vide il maggiordomo', ndr), interpretavamo due psichiatri.

C'è qualche grande scienziato, del presente o del passato, che vi piacerebbe

interpretare? G: Ce ne sono tanti, anche se bisogna dire che di inventori del presente ne conosciamo pochi.

Z: Conosciamo però una giovane che stimiamo molto: Rita Levi Montalcini.

Lo stereotipo rappresenta  lo scienziato come un personaggio serio, quasi triste; ve ne viene in mente uno che avrebbe potuto fare carriera come comico?

G: Einstein!

Z: Sì, decisamente. Capo comico!

G:  Aveva anche la faccia giusta!

Barbara Pittaluga