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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 9 nov 2011
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Libri e tv ringrazino la tecnologia

Libri e tv ringrazino la tecnologia

Di origini toscane, Franco Matteucci a vent'anni si è trasferito a Roma, dove ha iniziato a frequentare il Centro sperimentale di cinematografia, dedicandosi per diversi anni al cinema e scrivendo tra l'altro sceneggiature per Tonino Guerra. Nel 1970 ha debuttato come regista in Rai, dove ha lavorato a lungo, collaborando tra gli altri con Renzo Arbore per la trasmissione ‘L'altra domenica'. È stato premiato a 'Umbria Fiction' e a 'Treviso Cartoon'. Attualmente è dirigente Rai e dagli anni 2000 a questa attività ha affiancato quella di scrittore, con i romanzi ‘Lo show della farfalla', ‘Il profumo della neve', ‘Festa al blu di Prussia', ‘Il visionario', ‘La neve rossa'.

Cinema, televisione e scrittura. Tre ambiti diversi dal punto di vista culturale e tecnologico. In quale si sente più realizzato?

Sinceramente non avverto molto le differenze tra questi settori, ma fin da giovanissimo la mia grande passione è stata l'immagine. Raccontare in prima persona con una telecamera o coordinare gruppi di lavoro per la televisione o i documentari, sono percorsi comunque omogenei nello stile e nei contenuti. Anche i miei romanzi sono spesso vicini alle sceneggiature. La scrittura di per sé non mi interessa tanto che, nel 1977, rifiutai la proposta di diventare giornalista, rinunciando anche a un buon aumento di stipendio, proprio perché era un lavoro che non mi apparteneva.

Come giudica le innovazioni tecnologiche intervenute nel suo lavoro?

Data l'età, ho partecipato al passaggio dalla pellicola alle nuove tecniche di videoregistrazione, dal bianco e nero al colore, dall'analogico al digitale, vivendo sempre queste trasformazioni con grande impegno: ogni scoperta aggiunge nuove possibilità espressive per l'autore, non bisogna averne paura, si deve avere fiducia nella capacità delle idee e dei contenuti di attraversare le evoluzioni tecnologiche. Un montaggio in pellicola o al pc non modifica la creatività del racconto.

Anche la letteratura non è indenne dai cambiamenti tecnologici. Come romanziere qual è la sua opinione?

Io ho iniziato a scrivere con maggiore produttività fino a scrivere cinque romanzi proprio grazie all'uscita della videoscrittura. La libertà concessa dal computer è straordinaria, la correzione su carta per me era un gran tormento, con il pc le correzioni sono molto dinamiche. Il web è il futuro, anche la tv confluirà lì e su questo passaggio epocale stiamo lavorando molto nel settore del marketing Rai che dirigo. Anche l'e-book è una grande e piacevole rivoluzione, è uno strumento di lettura agile e leggero. 

Nei suoi romanzi compare spesso come protagonista la neve, ovviamente nel suo significato simbolico ed evocativo. Secondo lei come mai meteo e clima incontrano un'attenzione sempre maggiore da parte di mass media e opinione pubblica?

Conoscere il tempo che farà credo che aiuti, soprattutto chi vive in città dove magari non si sa neppure dove tramonta il sole, a entrare nella dimensione della natura, dei fenomeni atmosferici. Le previsioni soddisfano il desiderio primordiale che un tempo veniva soddisfatto scrutando il cielo dalla cima di montagna. In più, il tempo è imprevedibile, crea suspance e attesa. Quando ero responsabile di Uno Mattina avevo ampliato molto gli spazi meteo, con grande successo di ascolti.

Qual è il ruolo delle trasmissioni di divulgazione scientifica in un palinsesto televisivo, in particolare per l'emittenza pubblica? Svolgono solo una funzione culturale o possono avere anche successo di audience?

Abbiamo molti esempi di trasmissioni divulgative popolari, con un ottimo ascolto, dagli Angela a Luciano Onder e Licia Colò. Ma si potrebbe fare di più, ad esempio parlare delle malattie privilegiando l'aspetto della ricerca rispetto a quello prettamente clinico.

Ha mai pensato di scrivere un libro con protagonista uno scienziato, o che parli di ricerca?

Il prossimo romanzo ha come protagonista proprio un geniale ingegnere che, prendendo spunto dallo Gnomone di Santa Maria degli Angeli, il loro collegato alla meridiana della basilica, inventa una telecamera straordinaria.

In generale, c'è una scoperta o ricerca scientifica che vorrebbe avesse successo?

La ricerca è essenziale e ci sono mille cose che aspettiamo dagli studiosi. Ma considerando l'età media e la longevità sempre maggiori, specialmente in Italia, vorrei che fosse sconfitto per sempre l'Alzheimer.

Federica Pennone