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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 23 nov 2011
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Josefa Idem, otto Olimpiadi ma non le dimostra

Josefa Idem, otto Olimpiadi ma non le dimostra

Ad agosto 2011, all'età di 47 anni, è arrivata in finale nel K1 500 ai campionati del mondo di Szeged, qualificandosi di diritto per le Olimpiadi di Londra del 2012. Sarà la sua ottava partecipazione ai giochi. Un record assoluto nello sport femminile, che le consente di eguagliare il primato italiano maschile dei cavalieri Piero e Raimondo D'Inzeo. Josefa Idem, canoista, nasce in Germania nel 1964 e inizia la carriera agonistica sotto la bandiera tedesca. In seguito al matrimonio con Guglielmo Guerrini, l'allenatore che la segue dal 1989, diventa italiana e veste i colori azzurri con i quali il suo talento esplode. È la donna che nella storia degli sport individuali del nostro Paese ha conquistato più medaglie nei campionati del mondo e alle Olimpiadi: 6 ori, 11 argenti e 9 bronzi. Il suo palmares comprende poi numerosi titoli italiani ed europei e due Coppe del mondo. Nel tempo libero si impegna nel sociale e fa parte della Commissione ministeriale per la lotta al doping. Alla carriera sportiva non ha sacrificato la famiglia: considera i due figli, Janek e Jonas, le sue medaglie più prestigiose.

Cinque titoli mondiali, otto Olimpiadi e due figli. Com'è riuscita a coniugare impegni importanti come l'agonismo e la famiglia?

Non sono l'unica donna che deve conciliare famiglia e lavoro, tante altre lo fanno quotidianamente. Certo, ci vuole un po' d'aiuto e il partner deve fare la sua parte. Per fortuna mio marito è sempre stato molto presente, lavoriamo insieme e quando siamo fuori per le gare, i figli li abbiamo sempre portati con noi, a costo di grandi sacrifici economici. Abbiamo deciso che era una priorità.

Quando e perché ha scelto questo sport?

Da bambina: nella scuola di mia sorella promuovevano la canoa e c'era un bel gruppo della mia età. All'inizio non andavo troppo bene, cadevo sempre (stare in equilibrio su un K1 è molto difficile) e in sostanza andavo lì soprattutto per stare con i miei coetanei. Quindi, direi che è stata la canoa a scegliere me, non il contrario.

Qual è il segreto dei suoi eccezionali risultati agonistici: il fisico, l'allenamento?

Nei vari momenti della mia vita hanno inciso fattori diversi: quando ero più giovane e il fisico era ai massimi livelli, avevo una grande capacità di recupero e di svolgere il lavoro duro. Con il passare degli anni sono arrivate l'esperienza e la consapevolezza, ho affinato l'allenamento e acquisito maggiore comprensione della mia fisiologia - grazie al lavoro di mio marito - e un equilibrio fisico e mentale più solido, mantenendo così inalterata la mia performance. Evidenzierei soprattutto il crescente affiatamento con mio marito; siamo diventati sempre più bravi lavorando assieme. La componente costante di questa lunga carriera è stata tuttavia la motivazione, la voglia di vincere.

Lei è impegnata nella lotta al doping.

Alcuni dicono che bisognerebbe liberalizzarlo il doping, ma io penso che sia dannoso per la salute e che vada combattuto duramente. Purtroppo l'epoca in cui viviamo alimenta la ricerca del successo a tutti i costi, ritengo invece che in ogni campo sia necessario ispirarsi ai valori dell'onestà e della correttezza.

La scienza e le nuove tecnologie hanno cambiato il suo sport?

I nuovi materiali come il carbonio hanno rivoluzionato le tipologie di barca che abbiamo a disposizione ma la scienza deve ancora entrare nel canottaggio e credo ci siano margini di miglioramento. In qualche modo con mio marito conduciamo ricerche in prima persona. Lui è impegnato nello sviluppo di nuove soluzioni e prova le mie imbarcazioni alla vasca navale di Roma Insean (Cnr). Abbiamo scoperto però che le mie sensazioni forniscono più informazioni degli strumenti. Appena mi siedo in canoa avverto subito cosa funziona e cosa non funziona.

Se non avesse fatto sport a questi livelli a cosa avrebbe voluto dedicarsi nella vita?

Forse sarei potuta diventare un bravo medico o una brava giornalista. Intanto ho iniziato una piccola collaborazione con la Gazzetta dello Sport, chissà...

Olimpiadi di Londra del 2012, la sua ottava partecipazione! Si va per vincere?

Certo. Lo dico con convinzione. La condizione fisica c'è e come sempre in queste importanti competizioni noi atleti tiriamo fuori una motivazione particolare. Vado per vincere.

In bocca al lupo per Londra 2012.

Grazie, crepi il lupo.

C.B.