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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 16 dic 2009
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Il prossimo romanzo? Parlerò di medicina

Il prossimo romanzo? Parlerò di medicina

Enrica Bonaccorti è attrice di teatro e conduttrice radiofonica, alla guida dello storico programma ‘Chiamate Roma 3131', conquista premi e riconoscimenti giornalistici come il ‘Flaiano', il ‘Penne pulite' e il ‘Guidarello d'oro'. Protagonista di sceneggiati televisivi (‘La baronessa di Carini' con Adolfo Celi ed ‘Eleonora' con Giulietta Masina), negli anni '80, conduce in tv programmi come ‘Italia sera' e ‘Pronto chi gioca', che la incorona regina del mezzogiorno di Rai Uno, fino a ‘Non è la Rai'.
Ma la Bonaccorti è anche autrice di canzoni, tra cui ‘La lontananza' e ‘Amara terra mia' per Domenico Modugno, e sceneggiatrice. Collaboratrice di varie testate giornalistiche, ha tenuto una rubrica d'opinione, ‘Francobollo' sull'inserto del Corriere della Sera ‘Sette'. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, edito da Marsilio, ‘La Pecora rossa'.

Dallo stesso anno è autrice e conduttrice di ‘Tornando a casa', con cui intrattiene gli ascoltatori su Radio Uno, dal lunedì al venerdì, dalle 17.40 alle 19.00.

Tra le tante forme di comunicazione che l'hanno vista protagonista, quale preferisce e perché?
Il teatro, la mia prima vera passione. Poi la radio, un incontro d'amore immediato. Alla radio si tocca l'anima. Da quando ho imparato a scrivere poi, non ho mai smesso: poesie, canzoni, sceneggiature, articoli, programmi per radio e televisione, e ora il mio secondo libro. Insomma, mi piace tutto quello che mi fa comunicare con gli altri, ma scrivere è la mia passione.

Si è occupata di divulgazione scientifica per un programma dell'Organizzazione mondiale della sanità, facendo incontrare in cinema e teatri di tutta Italia importanti scienziati e pubblico. Cosa l'ha spinta a partecipare a questa iniziativa?
Alle elementari, alla classica domanda ‘cosa vuoi fare da grande?' rispondevo l'attrice di teatro, la giornalista e il dottore. Nel mio percorso a zig-zag ho toccato anche la terza meta più di una volta e il prossimo romanzo è proprio immerso in questo tema, che mi appassiona da quando a diciassette anni mi comprai (a faticose rate) ‘La diagnosi differenziale delle sindromi neurologiche', il mitico ‘Bodechtel' che nel romanzo faccio ovviamente acquistare a uno dei personaggi. La storia de ‘L'uomo immobile' nasce da quello che mi raccontava mio zio, direttore scientifico di un istituto sul coma.

Ha mai pensato di lavorare a pieno regime nel mondo della ricerca o della medicina?
Sì, volevo iscrivermi a medicina, ma il mio zio neurologo e la mia insuperabile insipienza matematica mi fecero dirottare su una facoltà che mi ha permesso di conciliare studio e prime esperienze teatrali. Meno male, perché in quei pochi mesi la vita cambiò all'improvviso per la morte di mio padre. ‘Psicologia dell'età evolutiva' fu il terzo e ultimo esame all'università. Ma un paio di volte sono riuscita a ottenere il permesso di entrare in sala operatoria, fra chirurghi e anestesista, senza svenire. E ancora ricordo che la sella turcica è un incavo dello sfenoide. O no?

Nel suo romanzo ‘La Pecora rossa', la protagonista è una ragazzina maltrattata dalla vita, che trova se stessa grazie all'incontro casuale con una professoressa in pensione che l'avvicina alla lettura. Pensa che gli insegnanti abbiano un ruolo importante anche nella realtà?
Fondamentale. Perché la scuola e i suoi insegnanti sono le fondamenta della casa che ognuno di noi costruisce per la propria vita. Dovrebbero essere ben più considerati, economicamente e socialmente. Gli investimenti nella cultura danno sempre utili.

Lei a scuola era brava anche nelle materie scientifiche?
Solo in scienze, e solo in genetica. Mi tuffai dentro la scoperta dell'acido del Dna come nelle mie amate materie umanistiche. Mi sembrò subito inevitabile, come la Divina Commedia, qualcosa che non si può non conoscere.

Dal 2007 è su Radio Uno Rai con ‘Tornando a casa', un programma di informazione a 360 gradi. Tra i temi scientifici che ha trattato, quali hanno suscitato maggior interesse?
Forse per la passione che ho comunicato, tutto quello che riguarda il cervello, insieme alla genetica. Proprio in questi giorni ho programmato una puntata sulle più recenti novità tecnologiche applicate alla medicina. Ma ultimamente, attraverso i canali tematici, mi sono appassionata anche alla storia dell'universo, del multiverso, della materia oscura e dell'energia oscura. Alcune cose non le capisco e non le capirò mai, ma non smetto di interessarmi, perché scoprire e imparare è quello che più mi diverte nella vita.

Rita Bugliosi