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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 18 gen 2012

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Flashback sugli anni di piombo

Flashback sugli anni di piombo

Nei "titoli di coda" di ‘Falso movimento', Riccardo D'Anna riporta il commento del padre dopo la lettura delle bozze dellibro: "È bellissimo, ma perché scrivi cose così tristi?". Parole che si potrebbe adottare come recensione del libro, aggiungendovi solo: "E perché scrivi cose così difficili?".

D'Anna conferma continuamente una padronanza dello strumento letterario e narrativo rara. L'utilizzo sapiente della scrittura, nella costruzione delle sue storie, gli permette di dare a ciascuna opera una peculiarità riconoscibile: in ‘Saint-Ex' ci muoviamo nello scenario della biografia (di Saint-Exupery), in ‘Figura di cera' tra noir, gotico e Conan Doyle, ‘Una stagione di fede assoluta' è invece un racconto a posteriori, chiave che in ‘Falso movimento' viene espressa in forma di flashback.

Allora, perché D'Anna non sposa i generi che affronta in maniera completa, aprendosi la possibilità di intercettare pienamente i target dei relativi lettori, e insiste nell'interpretarli con una scrittura personalissima, di particolare densità e peso specifico? Perché per questo scrittore il genere è un pretesto ma ciò che conta è il testo, come del resto dimostrano sempre più spesso opere in cui è difficile distinguere biografia, narrativa o saggio.

La considerazione affidata alla parola da Riccardo D'Anna è quasi sacrale. E totale è il rifiuto di depauperarla, privarla di senso, ricorrendo agli artifici da "furbetti della narrativa" che imperversano nelle classifiche dei best seller, nei clamorosi successi di vendite ottenuti a colpi di banalizzazione, infarciture umoristiche, alleggerimenti forzati, ripetizioni del già visto, letto e sentito. Gli espedienti tesi a evitare al lettore qualunque interazione e a consentirgli, all'opposto, di fruire del libro in forma passiva, quasi che si tratti della mera traduzione cartacea di un prodotto ‘televisivo'.

Per quanto riguarda la "tristezza" di ‘Falso movimento', poi, è sostanzialmente dovuta alla scelta di affrontare gli ‘anni di piombo' in cui il protagonista compie la propria formazione senza attribuire loro alcun connotato fascinoso. Nel libro non ci sono maledettismi né pentitismi, ma momenti quotidiani che, seguendo un plot particolarissimo, si inanellano con altri successivi, fino ad arrivare agli attentati dell'11 settembre. A fare da perno della trama l'incontro, assurdo e misterioso, con un personaggio che assurge a ‘deus ex machina' della storia.

Il tutto viene reso con una fortissima impronta cinematografica. Evitiamo però ulteriori dettagli e anche i possibili riferimenti filmici, per conservare il necessario mistero. ‘Falso movimento', come detto, è un libro che al lettore chiede molto: perché al lettore dà moltissimo.

Marco Ferrazzoli

titolo: Falso movimento
categoria: Narrativa
autore/i: D'Anna Riccardo
editore: Memori
pagine: 125
prezzo: € 12.00