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Quindicinale a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche
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N. 11 - 20 giu 2012
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È molto convincente la definizione, data da Arthur C. Danto, di Friedrich Nietzsche quale "filosofo pop" ('Nietzsche filosofo', Mimesis). Il pensatore di Rocken è in effetti all'opposto dell'Hegel che, nonostante un linguaggio non sempre accessibilissimo, ci illumina sul senso fondamentale della vita, dell'essere e dell'esistere, andando davvero al fondo - o, meglio, all'inizio - delle cose, interpretate attraverso concetti universali quali tesi, antitesi e sintesi o realtà e razionalità.
Nietzsche, all'opposto, condivide con noi il chiaroscuro dei dubbi e delle incertezze, quasi sempre con espressioni di disarmante semplicità: in questo è molto più moderno, attuale e dunque l'attributo di 'popolare' non gli stona affatto. Quanto questa sua vicinanza sia stata frutto di tormenti e sofferenze lo esprime molto bene il quinto volume dell''Epistolario' che Adelphi propone in un'edizione preziosa (anche nel prezzo, non economicissimo), condotta sull'irrinunciabile testo critico di Giorgio Colli e Mazzino Montinari.
È il volume conclusivo delle lettere nietzscheane, in tutti i sensi. A scrivere è un uomo malato, sono gli anni (1885-1900) del trasferimento a Torino, dell'esplosione della follia, della morte. Le ultime sono firmate 'Il Crocefisso' e 'Dioniso', con i personaggi della sua vita, Cosima Wagner, la sorella Elisabeth, si mescolano Bismarck, Gugliemo II, Strinberg, Umberto I... Nietzsche morirà nell'anno in cui si aprirà il "secolo breve" delle due guerre mondiali, degli stermini di massa, della fine degli imperi e del dominio europeo: in qualche modo, si tratta di una successione.
Marco Ferrazzoli
titolo: Epistolario 1885-1889
categoria: Saggi
autore/i: Nietzsche Friedrich
editore: Adelphi
pagine: 1360
prezzo: € 100.00