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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 7 ago 2019
ISSN 2037-4801

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Il racconto delle vite spezzate<br />
Narrativa

Il racconto delle vite spezzate

Scott Stambach, autore del volume 'La vita invisibile di Ivan Isaenko', propone un racconto autobiografico. Il testo fu scovato da un giornalista irlandese in un ospedale pediatrico di Mazyr, in Bielorussia, e successivamente editato da un dottorando della New York University. Il paziente protagonista è un diciassettenne affetto da diversi problemi di salute, malformazioni congenite e da una malattia del tessuto connettivo, probabilmente effetti del disastro nucleare di Chernobyl del 1986 di cui è rimasto vittima. Ivan si descrive infatti come un corpo “spaventosamente incompleto”, privo delle gambe e di un braccio, costretto a inventare un nuovo modo per svolgere le più semplici azioni quotidiane, “una vita così grande dentro una scatola così piccola e difettosa”.

Il libro si apre con la prefazione dell'editore della versione originale, James Begley, il quale afferma: “Esistono angoli di mondo le cui voci non possono essere udite, voci così torturate eppure così vive, così peculiari eppure così familiari da supplicare chi è in grado di farlo di aprir loro una strada nei cuori e nelle menti. La storia di Ivan è una di queste”. In effetti, scorrendo le pagine è impossibile non immedesimarsi nel giovane protagonista, nei suoi tormenti e nella sua storia, che si intreccia con quelle degli altri pazienti e che diventa una testimonianza per ricordare ed esorcizzare in qualche modo il dolore della perdita l'angoscia, regalare al “Lettore” cui Ivan si rivolge la storia di una vita, anzi di tante vite, piegate dalla malattia, dalla sofferenza e dalla morte. Da quella che nel volume viene definita la "maledizione sovietica", un errore commesso da decenni e del quale si cerca ancora di arginare la potenza distruttiva: è infatti dello scorso luglio la notizia dell'inaugurazione del New Safe Confinement, un nuovo scudo protettivo del reattore numero 4 di Chernobyl, che dovrebbe limitare le fughe radioattive per circa un secolo e garantire maggiormente la sicurezza della zona.

Ma nella "Vita invisibile' si legge molto di più: la passione per la letteratura come evasione da una realtà monotona e insopportabile, l'ironia nera di un personaggio profondamente devoto alla vita, la storia di un amore giovane e assoluto, che il protagonista sperimenta nei confronti di Polina (finché la leucemia della ragazza non li separa definitivamente) e l'amore materno dell'infermiera Natal'ja.

“Nella storia di Ivan i temi sono numerosi come le pagine. È al tempo stesso una storia d'amore, una rivelazione sulle conseguenze oscure dell'esperimento sovietico, una conversazione sull'etica medica, una critica all'ipocrisia religiosa e un ammonimento su ciò che accade quando la paura prevale sulla determinazione. Ma in fondo è semplicemente la storia di una vita umana, che può contenere tantissime cose”, si legge nell'epilogo. Con un linguaggio semplice e incisivo, l'opera costringe alla riflessione su concetti elementari e allo stesso tempo profondi e terribili, ma anche sull'importanza di affrontare la realtà, con i suoi drammi, perché “la vita è insopportabile, ma ha il vantaggio di essere vera”.

Valentina Di Paola

titolo: La vita invisibile di Ivan Isaenko
categoria: Narrativa
autore/i: Stambach Scott
editore: Marsilio
pagine: 302
prezzo: € 17.50