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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 12 feb 2020
ISSN 2037-4801

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Mille volti del male dentro di noi
Saggi

Mille volti del male dentro di noi

“Le figure del male” è il nuovo libro curato da Domenico Nano, primario di Psichiatria e direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl di Novara. Un tentativo dello psicoanalista di continuare a interrogarsi sulle mille sfaccettature con cui il male si manifesta. Parliamo del “Male”, con la “M” maiuscola, cioè l'antitesi della pietas cristiana, dell'amore e della benevolenza. Dunque di una negatività totale che spinge a distruggere l'altro.

Il racconto dei mille volti comincia dal X secolo con lo sviluppo economico e rurale dei comuni lombardi. Dai racconti della guerra e degli atti di violenza perpetrati verso il popolo dai regnanti dell'epoca, si arriva alla dissoluzione morale del primo Medioevo, per terminare con il periodo per eccellenza dell'espressione della malvagità: la nascita del nazismo. Ciò che emerge in maniera chiara da questi reportage storici è che ogni cambiamento di natura demografica, sociale o economica all'interno di una comunità contribuisce ad aumentare il gap tra chi gestisce il potere e chi invece ne è vittima. E in questa atavica lotta interviene la religione, per cercare di tamponare l'ondata di male che si riversa sulla popolazione. 

Angoscia, paura, fobia sono i volti più comuni con cui il male si presenta, facendo crescere nei popoli l'impulso inconscio di distruggere l'altro. Domenico Nano racconta del passato, ma è incredibile notare la somiglianza con i rigurgiti che oggi contaminano la nostra quotidianità. Ancora una volta siamo di fronte a un “tempo del male”, come diceva Sant'Agostino, che si ripete nella storia dell'uomo, senza confini tra passato e futuro. 

Tra i collaboratori dell'opera ci sono gli psichiatri Eugenio Borgna e Giorgio Castiglioni. Il primo racconta la sua visione tramite il caso emblematico della filosofa e scrittrice francese Simone Weil, la cui fama è legata alle drammatiche vicende esistenziali di cui fu protagonista, come la scelta di lasciare l'insegnamento per sperimentare la condizione operaia. In piena epoca pre-fascista, la Weil apprende la violenza che trasforma le persone in cose e oggetti senza più libertà e speranza. Castiglioni, invece, parla degli aspetti più clinici del male, come la schizofrenia, la malattia psichiatrica per eccellenza.

Nano, grazie alla collaboratrice Isabella Merzagora, parla anche del rapporto tra giudizio del male e consapevolezza di aver commesso un delitto. In ambito forense, la psichiatria affascina profondamente. Ora le neuroscienze riescono a darci numerosi riferimenti biologici per capire qual è il substrato di una malattia mentale che porta la persona a distruggere l'altro, a non provare empatia per la sofferenza altrui. Ma negli occhi di chi studia questi casi rimarrà sempre impresso il nome del grande psicologo Philip Zimbardo, che dimostrò negli anni '70, con il famoso esperimento del carcere di Stanford, come il male sia inequivocabilmente legato alle pressioni ambientali. Chiunque di noi può portare dentro un “diavolo” pronto a distruggere l'altro.

Ma il libro contiene molto altro ancora, inclusi i racconti di casi clinici interessanti quali quelli sulla sindrome di Cotard, che aiutano a comprendere la complessità del male non solo dal punto di vista storico e sociale, ma più intimamente, nel vissuto di ognuno di noi.

Antonio Cerasa

titolo: Le figure del Male
categoria: Saggi
autore/i: Nano Domenico (a cura di )
editore: Aracne
pagine: 244
prezzo: € 15.00